PALAZZO VERNA - tra Storia, Cultura e Arte

21 Settembre

21 Settembre

21 Settembre 2018
ALESSANDRO BOLIDE & Friends
a partire dalle ore 21 in Piazza Municipio si terrà lo Spettacolo Musicale/Cabaret con Alessandro Bolide&Friends;

22 Settembre

22 Settembre

22 Settembre 2018
MINALE PROJECT Centro Musicale
a partire dalle ore 21 in Piazza Municipio si terrà lo Spettacolo del Centro Musicale Minale Project

23 Settembre

23 Settembre

23 Settembre 2018
FEDERICO SALVATORE Quintet
a partire dalle ore 21 in Piazza Municipio si terrà lo Spettacolo di Federico Salvatore Quintet Teatro/Canzone

Marigliano

Marigliano  è un comune italiano di 30.304 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania. 

Territorio
Marigliano si trova nella pianura a nord del Vesuvio, in prossimità dell’Area Nolana e forma un unico agglomerato urbano con i comuni limitrofi. Il comune si è sviluppato lungo la Strada statale 7 bis di Terra di Lavoro nel tratto che collega Pomigliano d’Arco a Nola. Dista 27 km da Napoli.

Frazioni
Lausdomini, Casaferro, Miuli, Faibano, Pontecitra, San Nicola

Comuni confinanti

Acerra, Brusciano, Mariglianella, Nola, San Vitaliano, Scisciano, Somma Vesuviana.

Il Comune di Marigliano, ben collegato alla rete stradale e ferroviaria, a pochi Km dai capoluoghi di regione Napoli, Caserta, Avellino e Benevento, solo Salerno dista poco più di 40 Km.

Strade
Strada statale 7 bis
Strada statale 7 bis var Asse di supporto Nola – Villa Literno

Ferrovie
EAV, linea Napoli-Baiano, Stazione di Vittorio Veneto e Stazione di Marigliano ex Circumvesuviana.

Pertanto facilmente raggiungibile dai Turisti Nazionali e Internazionali, che si trovano in Campania per visitare i principali luoghi di interesse Storico-Culturale.

Storia

Dalle origini all’anno 1000

Sulle origini di Marigliano non si hanno dati certi. Sicuramente però la città esisteva già in epoca romana, come testimoniano iscrizioni funerarie e reperti archeologici risalenti al I-II secolo.

Le ipotesi sulla genesi della città sono sostanzialmente due. La prima individua il nucleo originale in una antica villa, fatta costruire da una famiglia di latifondisti Romani (la gens Maria, oppure secondo altre ipotesi Marilia o Mariana) al centro del proprio latifondo nell’agro nolano.

La seconda invece fa risalire il nucleo originario ad una colonia romana sorta fra il 216 e il 214 a.C. ad opera del console Marco Claudio Marcello, impegnato nella lotta contro Annibale.

Nell’89 a.C., Silla strappò definitivamente Nola e le terre circostanti ai Sanniti, redistribuendole ai legionari impegnati nella Guerra sociale. In particolare la famiglia Mari venne premiata con i territori oggi appartenenti a Marigliano.

Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Marigliano fu oggetto di un’aspra contesa fra le città di Nola e Napoli, che rivendicavano il possesso di quelle terre.

Il primo documento che attesta l’esistenza di Marigliano risale al 27 marzo 917: è un atto, scritto su pergamena, di donazione di un fondo nei pressi di Marilianum. Sempre al X secolo appartengono altri documenti attestanti l’esistenza anche di due casali (attualmente sue frazioni): Casa-Ferrea (Casaferro) e Faibanum (Faibano).

La dominazione normanna e angioina
Il Ducato di Napoli, di cui Marigliano ed altre terre della Liburia facevano parte, subì l’invasione normanna nel 1132, quando il Duca Sergio VII si sottomise a Ruggero II di Sicilia. L’area venne trasformata in feudo ed assegnata al normanno Ruggero di Medania, conte di Acerra. A questi successe poi Riccardo, cognato di re Tancredi.

In seguito alla conquista del Regno normanno di Sicilia da parte di Enrico VI, Marigliano passò sotto dominio svevo. Nel 1197, proprio Enrico VI costrinse il signore di Marigliano Riccardo di Acerra (ultimo rappresentante della dinastia normanna) ad essere prima trascinato da un cavallo per le vie di Capua e poi ad essere impiccato a testa in giù.

Le sue terre passarono così a Diopoldo d’Acerra, che consegnò materialmente Riccardo ad Enrico VI. Diopoldo fu successivamente imprigionato da Federico II e privato delle terre, che vennero date al conte di Aquino Tommaso, che le trasferì a sua volta al nipote Tommaso. Questi le tenne fino al 24 aprile 1274, quando il Regno svevo venne conquistato da Carlo I d’Angiò.

Questi passò il feudo di cui Marigliano era parte al conte Roberto di Alverno. Il figlio di Tommaso II d’Aquino, Adinulfo, riuscì ad entrare nelle grazie di Carlo II e si impossessò dell’acerrano e del mariglianese. Adinulfo si macchiò poi di fellonia ed i feudi furono ceduti (assieme al Principato di Salerno) a Filippo I, figlio di Carlo I. A Filippo I successe il figlio Roberto e, quindi, il fratello Filippo II.

Nel 1348 le terre del napoletano, dell’acerrano e del mariglianese furono saccheggiate dall’esercito ungherese di Luigi I, intenzionato a vendicare il fratello Andrea, marito di Giovanna I e ucciso nel 1345.

A Filippo II successe il nipote Giacomo Del Balzo, che si trovò a scontrarsi due volte proprio contro la regina Giovanna I, accorsa in aiuto di Ugone Sanseverino (a cui Giacomo aveva sottratto Matera). L’acerrano ed il mariglianese finirono per essere assegnate ad Ottone di Brunswick, duca di Sassonia e quarto marito di Giovanna I.

In seguito alla lotta fra Giovanna (sostenitrice dell’Antipapa Clemente VII) e Carlo di Durazzo (sostenitore di Papa Urbano VI) ed alla vittoria di quest’ultimo, Marigliano venne venduta a Ramondello Orsini del Balzo. Dopo la morte di questi, le terre vennero confiscate da re Ladislao I e vendute ad Annecchino Mormile di Napoli per 7.700 ducati d’oro.

Il 7 giugno 1421, il feudo di Marigliano fu assediato dai mercenari di Braccio da Montone, assoldato da Giovanna II per strapparlo al ribelle Mormile, sostenitore del duca Ludovico d’Angiò al trono di Napoli.

Il periodo aragonese
Il 1º aprile 1422, Marigliano tornò fra i possedimenti del Principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo. Alla sua morte (16 novembre 1463), tutti i suoi averi andarono per sua volontà a Ferdinando d’Aragona. Per 16 anni, Marigliano fece parte del Regio Demanio.

Il 26 agosto 1479, Ferdinando vendette il feudo per circa 6.000 ducati al Regio Consigliere Alberico Carafa, che ottenne nel 1482 il titolo di conte. Il Conte Carafa fu molto impegnato nella ricostruzione e restauro del borgo: si ricordano, ad esempio, l’ampliamento e restauro della Chiesa di San Vito e Santa Maria delle Grazie (che diventò anche Collegiata).

Ad Alberico successero dapprima il figlio Francesco e poi il nipote Alberico II. Questi però si vide confiscati tutti i beni e costretto a fuggire in Francia in seguito all’accusa di tradimento, per aver parteggiato contro l’Imperatore Carlo V. Il 30 giugno 1532, Carlo V (divenuto nel frattempo anche re delle Due Sicilie) donò il contado di Marigliano e il Ducato di Ariano a Ferrante I Gonzaga, principe di Molfetta.

A questi successe il figlio Cesare che il 6 settembre 1566 vendette Marigliano a Vincenzo Carafa, fratello di Alberico II. Carafa morì sette anni dopo (1573), lasciando pesanti debiti di ogni genere, tanto che il 14 aprile 1573 le sue stesse terre (fra cui il contado di Marigliano) vennero messe all’asta e comprate da Geronimo Montenegro, banchiere di Napoli che il 23 dicembre 1578 ottenne il titolo di marchese dall’Imperatore Filippo II.

Dal 1644 alla fine del XIX secolo
La famiglia Montenegro vendette il possedimento mariglianese a Cesare Zattera di Genova che, a sua volta, lo cedette a Giulio Mastrilli per 136.800 ducati. Questi, già consigliere del Re, il 4 agosto 1644 ottenne il titolo di duca da Filippo IV. I Mastrilli esercitarono il controllo del territorio per circa 150 anni. Da ricordare è il notevole interessamento di Isabella Mastrilli per i fiorentissimi centri di cultura dell’epoca, costituiti per la gran parte da accademie culturali: ella fu anche l’iniziatrice della Accademia di Marigliano, di cui fecero parte notissimi esponenti della cultura del secolo tra i quali Carlo Pecchia.

Il lungo dominio della famiglia Mastrilli, però, fu comunque costellato da problemi e traversie: è il caso della rivolta dei vassalli di Giulio Mastrilli, costretto a rinchiudersi nel Convento di San Vito a causa delle tasse troppo alte; dell’epidemia di peste del 1656; dell’inondazione del casale di Faibano del 1743; della carestia del 1764; della siccità dell 1779; della eruzione del Vesuvio dell’8 agosto 1779.

Il 3 maggio 1799, l’ultimo Duca di Marigliano Giovanni Mastrilli venne arrestato. Dopo la breve restaurazione borbonica durata fino al 1806, Napoleone Bonaparte nominò il fratello Giuseppe re di Napoli. Questi, il 2 agosto 1806, dichiarò definitivamente estinta la feudalità e Marigliano diventò un libero Comune.

Dopo la Restaurazione, Marigliano non rimase estranea alle lotte risorgimentali. Tra i tanti che presero parte ai moti, si ricorda la figura di Mariano Semmola, docente universitario e poi Segretario del Parlamento, che partecipò insieme a Michele Morelli e Giuseppe Silvati ai moti del luglio 1820.

Il 2 aprile 1896, il Re Umberto I e il Presidente del Consiglio Francesco Crispi firmarono il Decreto col quale si concedeva a Marigliano il titolo di “Città”.

Il XX secolo
L’area mariglianese soffrì le condizioni di sottosviluppo del Mezzogiorno per tutto il XX secolo e l’estrema incertezza delle condizioni di vita nei due dopoguerra. Anche se viene risparmiata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, nel secondo dopoguerra l’agricoltura subì un gravissimo danno dalla dorifora (o “parassita della patata”): la produzione di tuberi (l’ortaggio più coltivato con il pomodoro di San Marzano) fu devastata per anni, causando enormi ripercussioni sull’economia della zona soprattutto negli anni cinquanta.

L’esasperazione culminò con la protesta del luglio 1959, quando quasi tutti i contadini del paese manifestarono per le precarie condizioni di vita. La protesta degenerò poi con l’incendio del Palazzo del Municipio e vari episodi di violenza.

A partire dagli anni sessanta, il mariglianese venne interessato dalla modernizzazione agricola, da una timida industrializzazione (legata più che altro al polo di Pomigliano d’Arco) e dallo sviluppo dell’edilizia e dell’artigianato.

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